Brevi appunti di medicina psicosomatica

11 agosto 2012

Il termine medicina psicosomatica incominciò a diffondersi verso la metà degli anni quaranta, assieme a un crescente interesse nei confronti dei rapporti tra i diversi livelli di stress subito da un organismo e la sua tendenza ad ammalarsi.

All’epoca andavano di moda, nel mondo scientifico, le cosidette “leggi di termodinamica delle emozioni” teorizzate da Dunbar nel 1943. Secondo la prima di queste leggi:

  • l’energia psichica che non viene espressa attraverso livelli superiori trova uno sbocco attraverso sintomi fisici.

La seconda legge affermava

  • se questi sintomi sono la conseguenza di un danno strutturale permanente, l’energia corrispondente si disperde e smette di essere disponibile

Per tale ragione una disfunzione somatica veniva considerata

una perdita o dispersione d’energia, dovuta a un difetto di struttura di personalità

.

Rispetto a tale definizione il naturale passo successivo è stata la ricerca di

profili psicologici caratteristici di sindromi patologiche specifiche

e che

la teoria che molte malattie somatiche abbiano un’origine psicogena e si manifestino a un gruppo onnipresente di fattori di stress (stressors)

Il clima prevalente di quel particolare periodo ignorava la complessità dei rapporti mente-corpo e la natura delle relazioni causali nel tentativo di accreditare la teoria psicoanalitica come una teoria plausibile nella ricerca dell’ etiologia della malattia fisica e organica.

Il tentativo di espansione della teoria di un origine psicogena anche alla malattia di tipo organico passo attraverso una fare di vera e propria restaurazione di cui una frase di Lewis ci da la misura “il termine medicina psicosomatica non riflette che una fase abbastanza confusa di ignoranza specializzata”.

IL PARADOSSO PSICOSOMATICO.
Nel 1964 l’OMS pubblica un articolo con cui richiama l’attenzione ad un uso duplice e ambiguo dell’ aggettivo “psicosomatico”:
da una parte è indicatore di una concezione olistica della medicina in cui rientrano gli aspetti psicosociali insieme a quelli biologici;
dall’altra invece l’aggettivo si riferisce a una particolare serie di disturbi quali l’asma, l’ipertensione, l’ulcera gastrica, che non mostrano alcun tipo di relazione causale riconducibile al sintomo o alla sindrome mostrata.

Il rapporto parla di mancanza di prove concrete di queste teorie psicogene, dell’ ambiguità del concetto di stress utilizzato e dell’ assenza di specificità tra un cluster di stressor e un organo o una determinata funzione ad essa collegata.

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