La psicosomatica al centro di diversi punti di vista

13 maggio 2012
Energia Universale

L’invisibile energia universale o semplice temperanza?

Si denunciano così il conformismo di Freud, le funzioni
di normalizzazione della psicoanalisi, tanta timidezza
sotto i grandi slanci di Reich, e tutti gli effetti
di integrazione assicurati dalla “scienza”
del sesso e dalle pratiche,
appena ambigue, della sessuologia.

Michel Foucault, 1976

 

Fino a pochi anni fa l’analisi delle dinamiche psicoanalitiche riferite alla psicosomatica si riducevano a due fondamentali grossi filoni di studi: quello di Franz Alexander e quello di Wilhelm Reich.
I tentativi di capire e ricostruire il difficile sentiero che parte dalla psiche, passa dalla fisiologia mentale e arriva alla patologia organica e’ il cosiddetto percorso psicofisiopatologico.

Lo studio della psicosomatica da un punto di vista psicologico e’ tradizionalmente avvicinato da tre diversi punti di vista: quello psicofisiologico, lo sperimentale, e quello dinamico.
Questi tre approcci hanno rilevato alcuni punti in comune tra loro, tra cui il ruolo dell’attivazione emozionale, con particolare riferimento alle emozioni conflittuali e al ruolo dello stress.
I tre punti di vista sono essi stessi sovrapposti per una parte considerevole.

L’APPROCCIO PSICOFISIOLOGICO.
La psicofisiologia si occupa del ruolo tra attività fisiche e attività psicologiche, partendo dall’osservazione che ogni stimolo che proviene dall’ambiente esterno provoca una reazione psicofisiologica.
Occorre considerare che dal punto di vista biologico (ed etologico) la “reazione” ha una valenza adattiva.
Quando lo stimolo ha caratteristiche di un certo tipo, la reazione ha una funzione difensiva. Quando la stimolazione permane nel tempo oppure si presenta come acuta la reazione dell’organismo può produrre danni organici.
L’ipotesi di fondo è l’esistenza di uno stretto rapporto tra la situazione ambientale e l’alterazione patologica.
Questo è il modello esplicativo di riferimento che spiega il sintomo psicosomatico.
La reazione psicofisiologica sembrerebbe, in tale ipotesi, la cerniera tra la psiche e il soma (il corpo).

Per tale ragione si afferma che l’ambiente di riferimento della persona è sempre bio-psichico-sociale.

Schema del Modello di funzionamento bio-psico-sociale

L’APPROCCIO COMPORTAMENTALE.
Prendendo a riferimento lo studio sul condizionamento operante di Skinner, la teoria dell’apprendimento, ovviamente dobbiamo includere la psicosomatica come una delle possibili applicazioni.
L’apprendimento avviene anche mediante diversi tipi di risposte che facilitano o meno, aloro volta, altre risposte.

I sintomi psicosomatici vengono considerati condizioni patologiche che derivano da comportamenti emozionali. La variabile soglia va contemplata sia dal punto di vista temporale che dal punto di vista dell’intensità dello stimolo e può produrre condizionamenti negativi che incidono sulla funzionalità del sistema nervoso di tipo superiore con concatenamenti stimolo-risposta-stimolo-ecc, che possono sfociare in una risposta organica di tipo patologico.
Lo studio del paradigma comportamentale e di quello psicofisiologico posseggono numerose zone in comune.
L’apprendimento, tramite il condizionamento classico e quello operante, viene definita dagli aspetti fisiologici dell’organismo. Osserviamo che risulta quindi impossibile delimitare una linea di demarcazione tra la teoria psicofisiologica dello stress nei disturbi psicosomatici e la teoria dell’apprendimento autonomico.

L’APPROCCIO PSICOANALITICO.
La teoria psicoanalitica è quel costrutto fondato da Freud, fatto di ipotesi e di applicazioni rispetto ad alcune scoperte di Freud stesso.
L’origine dell’interesse della psicoanalisi è rivolto alle dinamiche soprattutto inconsce, relativamente ai cambiamenti delle organizzazioni. La psicoanalisi considera l’esperienza umana come la chiave della conoscenza intesa come sintesi tra aspetti conoscitivi ed aspetti emozionali, individuali e collettivi, consapevoli e non.
La psicoanalisi nasce storicamente come un interesse verso soggetti con un quadro “isterico” di personalità. Tale quadro clinico era, per l’epoca, una sintomatologia senza substrato organico che delimitava l’area di interesse nel rapporto tra mente-corpo. (Pinkus L. 1989).
La situazione di conflitto interna alla personalità come “l’accettazione di desideri istintuali inconsci può portare a rappresentazioni mentali talmente intollerabili che, per difendersi dall’angoscia che ne deriva, la persona, inconsciamente li rimuove”.
I contenuti rimossi restano attivi a livello inconscio e l’energia psichica si può scaricare sul corpo, dando luogo alla formazione di sintomi che si evidenziano a livello somatico mentre non risulta possibile osservare una connessione organica.
I sintomi di “conversione” hanno la valenza del compromesso tra la tendenza a soddisfare il desiderio e i meccanismi di difesa che tendono a reprimerlo.
Il sintomo organico riesce a esprimere in maniera originale sia il desiderio istintuale originario che l’assetto difensivo della persona rendendo il sintomo, il significante, ovvero il senso del messaggio. Rispetto all’interpretazione del sintomo, vogliamo ricordare quel fenomeno osservabile nella vita di ognuno di noi anche noto come “sincronicità” di Carl Gustav Jung, ovvero quelle “coincidenze significative” di tipo finalistico che risultano cruciali in chiunque sia impegnato in un percorso spirituale, nella guarigione di una malattia, in una crisi esistenziale.

Un secondo modulo di formazione dei sintomi psicosomatici a cui accenniamo è quello degli “equivalenti d’angoscia“, fenomeno che si osserva con la proiezione verso l’esterno di stati psichici penosi.
Al momento si possono dividere le psicoterapie in due grandi filoni, quelle verbali e quelle corporee. In entrambe, la matrice è di tipo classica, anche se nelle psicoterapie corporee l’importanza verso le emozioni e le sue manifestazioni risulta maggiore.

Un’aspetto importante con cui le psicoterapie corporee si differenziano da quelle “classiche” verbali sono l’importanza attribuita agli elementi posturali e di come venga incoraggiata l’elemento espressivo attraverso il corpo (actings); nella fattispecie espressioni della propria rabbia, gioia, tristezza, sorpresa, paura, ecc…

Tra le psicoterpie corporee, una delle più note (antesignana dell’ancor più nota Bioenergetica di A. Lowen), è chiamata “Vegetoterapia Carattero Analitica”, fondata dallo psichiatra, amico e allievo di Freud, Wilhelm Reich.

Per dovere di cronaca, è necessario osservare che l’autore è stato al centro di molte controversie relativemente alla sua teoria basata sulla “terapia orgonica” e sull’elemento energetico chiamato “orgone”. Tale teoria fu fortemente osteggiata dalla comunità scientifica di allora perchè non fondata su un’evidenza scientifica. A questo proposito fu anche condannato dopo l’accusa da parte della Food and Drug Administration, l’ente di controllo sanitario degli Stati Uniti, a due anni di carcere, dove morì per infarto.

IL NARCISISMO, IL CORPO E L’ESPERIENZA ESTETICA.

Se poniamo come premessa storica, guardandoci indietro, che le radiazioni nucleari, le onde radio e le onde elettromagnetiche non esistevamo fino alla scoperta degli strumenti adatti alla loro rilevazione, è possibile ipotizzare la teorizzazione di una energia universale, invisibile, a disposizione dell’ambiente e degli esseri umani, una energia liberamente diffusa, per parafrasare Wilhelm Reich, che esiste nella concezione orientale della religione e della spiritualità. Tale concetto ritorna importante negli anni ’90, nella moderna letteratura di genere filosifico-religiosa a carattere New Age. A questo proposito citiamo il best seller uscito nel 1993, che ha venduto ben 20 milioni di copie – di cui un milione solo in Italia – di James Redfield, dal titolo The Celestine Prophecy (tr. it. La Profezia di Celestino, ed. Corbaccio). Il romanzo racconta di un percorso bio-energetico di crescita spirituale e psicologica, con nove livelli d’indagine sulla percezione e sul significato dell’ “energia universale” che porta a sua volta ad insight e un aumento progressivo della propria consapevolezza. Tale consapevolezza viene riferita anche al significato del proprio posto e ruolo all’interno dell’universo.

Se consideriamo i “valori tattili” per spiegare l’esperienza psicologica dello spazio, è possibile osservare che tali sensazioni tattili e cutanee, oltre alle informazioni propriocettive (muscolari), vengono chiamate, con linguaggio scientifico, l’esperienza cenestesica. In alcune interessanti ricerche operate da Ruggieri e collaboratori è stato osservata:

“una correlazione positiva, statisticamente significativa, tra tensione muscolare a riposo e percezione della distanza tra due oggetti posti uno dinanzi all’altro”.

Ruggieri e Vulpio (1997) hanno infatti osservato come la presenza di tensioni ai muscoli del collo misurate da un punteggio miografico particolarmente elevato, si correlava ad un peggioramento dell’acuità visiva.

Vezio Ruggieri (1997) al paragrafo: “Il narcisismo” si riferisce a quel fenomeno psicologico, che bisogna distinguere, da quello psicopatologico :

Per noi il processo maturativo narcisistico, comune a tutti gli esseri umani, è sempre un processo di natura psico-fisica; è centrato sul piacere che deriva dall’esperienza corporea, ed è presente, come meccanismo attivo, per tutta la vita dell’individuo e non solo nelle fasi precoci dello sviluppo. Esso costituisce un meccanismo psico-corporeo legato all’integrità della persona. [...] Si tratta di un piacere che deriva dal processo di sintesi che integra tutte le informazioni corporee in una unità esperienziale.

Inoltre:

Per noi il piacere narcisistico, continuamente agente per tutto il corso della vita dell’individuo, è un piacere di base, assimilabile al concetto di istinto di vita, individuabile in quei meccanismi che si oppongono agli eventi esterni o interni di natura distruttiva, agli eventi miranti a rompere sul piano fisico e psicologico l’esperienza di coesione dell’Io. Si tratta dunque di un piacere che deriva dalla coesione delle parti e funzioni che si oppone a tutti i motivi di sofferenza e di disgregazione.

Per ritornare alla controversa figura di Wilhelm Reich e dei suoi epigoni, occorre osservare, dal punto di vista dello sviluppo e della storia della medicina psicosomatica, che molti allievi di Reich hanno creato scuole omologhe alla sua, con una base teorica modificata o aggiornata ma che sostanzialmente non si allontana di molto da alcune osservazioni centrali e da alcuni concetti di fondo, relativamente agli aspetti olistici e alla circolarità del funzionamento normale e patologico, tra mente e corpo. Il principale epigono è certamente lo psichiatra statunitense Alexander Lowen.

Assieme a lui, tra i suoi allievi più significativi, e le loro rispettive scuole di pensiero, vogliamo citare:

La Bioenergetica di Alexander Lowen e Steley Keleman, la terapia organismica di Malcom Brown, la Biosintesi di David Boadella, la biodinamica di Gerda Boyersen.

 

Bibliografia:

BOADELLA, D. (1986). La psicoterpia del Corpo, Astrolabio, Roma.

GARIMBERTI, U. (1992). Psicosomatica (voce di -), Dizionario di psicologia, UTET, Torino.

MORELLI, R.; FORNARI, P.; CAPRIOGLIO, V.; MARAFANTE, D.; PARIETTI, P; (2007). Dizionario di Psicosomatica. A cura dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, Edizioni Riza.

PINKUS, L. (1989). Psicosomatica, Nuova Italia Scientifica, Roma.

REICH, W., Wikipedia, (voce presente all’indirizzo -) http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Reich (Versione Online del 10 maggio 2012).

RUGGIERI, V. (1997). L’esperienza estetica. Fondamenti psicofisiologici per un’educazione estetica. Armando Editore, Roma.

SEMI, A. A. (a cura di) (1988). Trattato di Psicoanalisi. (Vol. I). Raffaello Cortina Editore, Milano.

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