Appunti di sessuologia nella storia

3 giugno 2012

La storia della sessuologia è stata affrontata da diverse discipline come la sociologia, la psicologia e ha ricevuto attenzione dalla stessa filosofia. Di recente è materia studiata sia dal punto di vista della normalità che dal punto di vista degli aspetti patologici. Si trova anch’essa al centro degli interesse della genetica, dell’endocrinologia, della neurologia oltre che, ovviamente, della psicologia del profondo.

Uno degli autori più significativi nella storia del novecento è senz’ altro Michel Foucault che ha scritto un’originale opera sulla storia della sessualità divisa in tre libri.

La volontà di sapere è il primo volume.

La “volontà di sapere” nella provocazione di Foucault parte dal presupposto che esista un mondo nuovo e sconosciuto, esterno a se stesso, una specie di libera prateria su cui lanciarsi a cavallo nel tentativo di scoprire nuovi orizzonti e nuove regole che possano diventare, quindi, un mondo migliore. Questa descrizione va intesa però in senso circolare nel momento in cui pensiamo, allo stesso momento, che esista un mondo interno, vicino alle persone a noi più care e amate, in cui si nasconde un segreto. Gli individui più intuitivi, nella realtà quotidiana possono intuire i confini di questo segreto, come se fosse il perimetro di un muro che circonda un’area inaccessibile. Una zona diversa da noi stessi e dall’idea di condivisione, di affetto e amore (per i più fortunati) che abbiamo a disposizione. Questo mondo interno, per Foucault è la “costituzione del segreto”.
Nel suo primo volume Foucault si riferisce, implicitamente, a un mondo ben conosciuto, storicamente completamente illuminato in cui non esistono zone che egli è interessato ad esplorare. Ci conduce come Virgilio con un lucernario in mano nel buio della storia. Per il filosofo la storia parla chiaro: esiste un segreto e per riuscire ad esplorarlo occorre capire che le persone si nascondono per mettersi nelle condizioni di essere scoperti. Questa legge del potere è immanente e dispositiva del desiderio. Se ritorniamo all’immagine iniziale possiamo capire meglio la dualità inconciliabile a cui l’essere umano e le sue organizzazioni sono sottoposte. Nel perimetro che nasconde ciò che possiamo solamente intuire, ma non avere la certezza, troviamo il mito di Pandora, che nasconde tutti i mali del mondo, e la solitudine del piacere.
Analizzare un certo tipo di sapere sul sesso ci fa cadere nella trappola di schierarci dalla parte della legge oppure di quella dell’ eversore. Certo un tipo di eversore erotico che già nell’atteggiamento si pone con fare dissacrante ed ironico ma portatore di quel mondo nuovo e lontano di cui si parlava pocanzi.

L’esistenza di Don Giovanni, sorta alla loro comune frontiera, sconvolge i due grandi sistemi di regole che l’ occidente di volta in volta ha concepito per governare il sesso – la legge del matrimonio e l’ ordine dei desideri. Lasciamo gli psicanalisti interrogarsi per sapere se egli era omosessuale, narcisista o impotente.
Michel Foucault, La volontà di sapere. p.39.

Anche in questo caso la nostra analisi scivola sulla visione che la società occidentale sia fondamentalmente repressiva. Ed è questa l’idea meno corretta che possiamo portare con noi. A questo proposito Michel Foucault affermava:

Quel che è caratteristico delle società moderne non è che abbiano condannato il sesso a restare nell’ ombra, ma che siano condannate a parlarne sempre, facendolo passare per il segreto. Michel Foucault

Il dressage con cui a partire dal XIX secolo si è data la caccia alle abitudini sessuali dei bambini.

“Bisognerebbe esaminare proprio questo tema così frequente che il sesso è respinto fuori del discorso, e che solo l’eliminazione dell’ostacolo, la rottura di un segreto può aprire la strada che conduce fino ad esso”. Michel Foucault

Non bisogna dimenticare che la categoria psicologica, psichiatrica e medica si è costituita il giorno in cui – il famoso articolo di Westphal del 1870 sulle “sensazioni sessuali contrarie” può essere considerata come data di nascita – è stata considerata come una certa qualità della sensibilità sessuale, una certa maniera d’invertire in se stessi l’elemento maschile e quello femminile, piuttosto che attraverso un certo tipo di relazione sessuale. L’omosessualità è apparsa come una delle figure della sessualità quando è stata ricondotta da una pratica della sodomia ad una specie di androginia interiore, un ermafroditismo dell’anima. Il sodomita era un recidivo, l’ermafrodita ormai una specie. Michel Foucault

Westphal, Archiv fur neurologie, 1870.

L’idea che il sesso NON sia represso è un affermazione già in circolo da almeno un centinaio di anni, con i saggi della psicoanalisi sulla teoria del desiderio. La critica radicale della società occidentale che basa la sua identità sui tentativi di regolare la forza selvaggia ed eversiva della sessualità è già stata superata dagli stessi psicoanalisti. Essi hanno affermato da molti anni che è la stessa legge che è costitutiva del desiderio.
Allo stesso modo risulta effimero la ricerca di un desiderio sempre esterno al potere, sempre già presente.

Se, come Foucault indugiamo su una analisi, una scomposizione del potere nel suo rapporto col desiderio iniziamo ad osservare delle cose interessanti.
L’autore propone una distinzione tra una analisi in termini di repressione e un’analisi in termini di legge del desiderio. Quello che accomuna i due punti di vista è il modo in cui concepisce la natura e la dinamica delle pulsioni e NON il modo in cui concepisce il potere.

La comune visione del potere apre la strada a due conseguenze opposte e non conciliabili:

 

L’esistenza di Don Giovanni, sorta alla loro comune frontiera, sconvolge i due grandi sistemi di regole che l’ occidente di volta in volta ha concepito per governare il sesso – la legge del matrimonio e l’ ordine dei desideri. Lasciamo gli psicanalisti interrogarsi per sapere se egli era omosessuale, narcisista o impotente.
Michel Foucault, La volontà di sapere. p.39.

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